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REVISIONE CRITICA DI “AVIFAUNA DI SICILIA” (CORSO, 2005) RELATIVAMENTE AI MOVIMENTI DEI RAPACI DIURNI
A seguito della consultazione del testo, sono state rilevate gravi omissioni, appropriazione di dati altrui ed imprecisioni, limitatamente ai paragrafi riguardanti i movimenti di alcune specie di rapaci, tali da richiedere una revisione critica. Inoltre, alcune conclusioni dell'autore non sono suffragate da dati pubblicati o inediti. Falco pecchiaiolo 1) Pag. 68, colonna 1 righe 3-9 in riferimento alla migrazione primaverile: “Al di fuori della'area dello Stretto osservati numeri cospicui….. sulle Isole Eolie (sino a qualche migliaio; ACO & CC)”. Quando sarebbe stato osservato il passaggio di migliaia di Falchi pecchiaioli sulle Isole Eolie da Andrea Corso e Carmela Cardelli? In realtà, l'unico dato circostanziato è frutto delle osservazioni effettuate da Nicolantonio Agostini et al. tra il 20 aprile ed il 20 maggio 2004, quando sull'isola di Panarea fu riportato il passaggio di oltre 4000 Falchi pecchiaioli. Tale dato è stato pubblicato solo recentemente in: Gustin M, Agostini N, Cardelli C. & Corso A. 2005. La migrazione del falco pecchiaiolo Pernis apivorus nel Mediterraneo centrale: primo anno di attività del progetto LIPU “Rapaci migratori”. Avocetta 29 (Suppl.): 26 2) Pag. 68, colonna 1, righe 15-21: “Durante la migrazione post-riproduttiva si osservano contingenti assai più ridotti (mancanza di citazioni bibliografiche. Agostini & Logozzo 1995, 1997 giungono a tale conclusione in seguito ad osservazioni effettuate lungo l'Appennino calabrese) sebbene sul versante calabrese dello stretto, in località dislocate lungo la catena montuosa dell'Aspromonte, siano stati censiti sino a 13.000 + indd (GCH)”. Questo dato è errato perché si riferisce al passaggio di un numero molto minore di Falchi pecchiaioli (dato inedito che pertanto non possiamo citare) riportato durante osservazioni sistematiche effettuate da Repaci et al. tra agosto ed ottobre 2002 e 2003 nell'ambito delle attività del Parco Nazionale dell'Aspromonte. Questa errata citazione è forse basata su un “sentito dire”? Sarebbe interessante chiederlo direttamente a Gianluca Chiofalo, come pure sapere se Corso sia stato autorizzato a riportare il dato. In ogni caso questo grossolano errore evidenzia la poca serietà ed attendibilità dell'autore. 3) Pag. 68 colonna 1 righe 28-36: “Gran parte degli adulti segue una rotta che passa attraverso il versante tirrenico siciliano verso le Egadi (max. Marettimo con 1000-3000 indd.; Agostini et alii 2000; Agostini 2001; GP, comunicazione personale, N. Provenza, comunicazione personale) e successivamente la costa tunisina o Pantelleria –costa tunisina.”. In questo caso l'autore fornisce un'errata citazione bibliografica (in realtà Agostini 2001, che non viene peraltro riportato nella bibliografia del libro, è un lavoro che si riferisce alla migrazione primaverile e non autunnale dei rapaci sull'isola di Marettimo) mentre omette la fonte bibliografica relativa alla rotta Pantelleria-costa tunisina (Agostini et al 2004c). Infine non sono noti conteggi di 3000 falchi pecchiaioli sull'isola di Marettimo durante la migrazione autunnale, il numero massimo riportato in letteratura si riferisce a 1503 individui nel 1998 (Agostini et al 2000). Questo dato è quindi da ritenersi errato. 4) Pag. 68 colonna 1 righe 36-45: “Pochi i juv. che seguono questa rotta (Stretto di Messina, Canale di Sicilia via Marettimo e Pantelleria). Picco di juv. tra metà e fine settembre, gran parte di questi segue invece una rotta istintiva nord/nord est-sud/sud ovest passando attraverso il versante ionico siciliano, successivamente Malta – Pelagie – costa tunisina meridionale o costa libica (Agostini, in Brichetti & Gariboldi, 2002; ACO & CC)” a)Non esistono dati pubblicati concernenti il passaggio di juv. Falchi pecchiaioli sulle isole Pelagie e l'autore nel libro non fornisce suoi dati inediti. b)La citazione Agostini, in Brichetti & Gariboldi, 2002 non è corretta. La citazione corretta nel testo è la seguente: Agostini 2002. In Bibliografia: Agostini N 2002. La migrazione dei rapaci in Italia. In Manuale di Ornitologia vol. 3, P. Brichetti & A Gariboldi eds., Edagricole, Bologna. Inoltre sarebbe stato più corretto citare i seguenti lavori: Agostini e Logozzo 1995, 1997, Agostini et al. 1999, 2000, 2002, Agostini 2004, Agostini et al. 2004b,c (v. bibliografia aggiornata). In questo quadro, considerata l'ampia disponibilità di riferimenti bibliografici, la citazione dell'oss. pers. ACO & CC è assolutamente inopportuna. Nibbio bruno 1)Pag. 69, colonna 1, righe 47-49: “Migratore regolare abbastanza comune, più frequente durante i movimenti post-riproduttivi”. Assenza di citazioni bibliografiche, per es. Agostini et al. 2000, Agostini 2002. 2)Pag. 70, colonna 1 righe 13-14: “…(Agostini & Logozzo, 1998; Agostini 2001)”. Questi riferimenti non sono inseriti nella bibliografia del libro. 3)Pag. 70, colonna 1, righe 28-36: “E' possibile che i conteggi autunnali vistosamente superiori a Marettimo rispetto a Messina siano imputabili al fatto che molti animali attraversano direttamente il Mar Tirreno dalla penisola italiana (per esempio Circeo, Isole Pontine, Capri e Ischia, Cilento, ecc.) verso quest'isola, senza passare per l'area dello stretto (mancanza di citazioni bibliografiche)”. In realtà questa rotta è stata ipotizzata da Agostini & Logozzo (1997) ed interessa soltanto l'area del Cilento. Per quel che riguarda il Circeo e l'isola di Capri precedenti lavori, apparentemente sconosciuti all'autore, hanno escluso un significativo passaggio di Nibbi bruni (Corbi et al 1999, Jonzén e Pettersson 1999, Agostini e Panuccio 2003). Inoltre recenti ricerche hanno escluso questa ipotesi (Panuccio et al 2005a). Biancone 1) All'inizio del paragrafo, in relazione alla scarsità del suo passaggio sullo Stretto di Messina durante il mese di marzo, periodo di picco della migrazione primaverile di questa specie, non viene citato l'unico lavoro che riporta osservazioni sistematiche in questo periodo (28 febbraio – 5 aprile; Agostini & Malara 1997), mentre l'autore, come in moltissimi altri casi, continua a preferire la citazione di osservazioni personali non circostanziate, sue e di altri osservatori. 2) Pag. 73, colonna 1, righe 20-26: anche in questo caso Corso ha defraudato Agostini del suo lavoro: “In autunno è in generale decisamente più abbondante, con picco entro la II decade di ottobre. Lo si osserva principalmente a Marettimo dove sono noti conteggi sino a 50 indd. Tra il 3 e l'11-10-2002 (N. Provenza, comunicazione personale) …”. Le osservazioni nel periodo indicato sono state effettuate da Agostini e non da Provenza, il quale peraltro non ha dato alcuna autorizzazione alla citazione del dato come sua comunicazione personale. Inoltre i dati raccolti in quel periodo sono stati pubblicati in Agostini et al. 2004a. “Ovviamente” non vi è traccia di questa citazione nel libro. 3)Pag. 73, colonna 1, righe 30-36: “C'è da sottolineare in proposito, comunque, come conteggi accurati ed affidabili su quest'isola siano estremamente difficili, e i totali più elevati sono probabilmente influenzati da riconteggi degli stessi animali in sosta, perlustrazione, o ritorno sull'isola “.(Assenza di citazioni bibliografiche). Considerata l'assenza di citazioni bibliografiche, vorremmo sapere su quale base Corso ha formulato questa affermazione. Ha effettuato osservazioni sul comportamento dei Bianconi sull'isola? Non risulta e d'altronde neanche l'autore riporta sue oss. pers. 4)Pag. 73, colonna 2, righe 13-20: “Solo pochi individui, in gran parte juv. (che non conoscono ancora la rotta inversa che porta a Gibilterra, ma seguono un orientamento istintivo nord-sud), scendono in autunno dalla penisola italiana e si dirigono principalmente verso Marettimo e successivamente Cap Bon”. Anche in questo caso l'autore ha omesso la fonte bibliografica a cui fa riferimento (Agostini et al. 2004a). 5)Pag. 73, colonna 2, righe 20-23: “In primavera, invece, praticamente tutti (inclusi i juv. Al 2° cal. (non esistono dati a sostegno di tale affermazione) che seguono gli adulti imparando la rotta) decidono di risalire da Gibilterra, ….”. 6)Pag. 73, colonna 2, righe 26-30: “E' probabile che i pochi che si vedono in questo periodo (primavera) abbiano svernato in Sicilia ….” Omissione delle fonti bibliografiche (Mascara 1985, Agostini e Logozzo 1997). Capovaccaio 1)Pag. 75, colonna 1, righe 17-19: “Tali dati sono stati confermati in anni successivi; max 72 indd. tra il 24-08-2003 ed il 12-09-2003.” Ennesima appropriazione di dati altrui con omissione della fonte bibliografica (Agostini et al. 2004c). Falco di palude 1) Pag. 77, colonna 1, righe 2-3: “Più cospicuo il passaggio primaverile….”. Assenza di citazioni bibliografiche. Lavori sistematici sulla migrazione autunnale della specie attraverso il Mediterraneo centrale sono stati effettuati in vari siti del Mediterraneo centrale e per quel che riguarda la Sicilia sulle isole di Marettimo e Pantelleria: v. Corbi et al. 1999, Jonzén e Pettersson 1999, Agostini et al. 2001, Agostini e Logozzo 1997, 2000, Agostini et al. 2003, 2004b, Panuccio et al. 2005a). 2) Pag. 78, colonna 1, righe 33-35: relativamente alla migrazione primaverile: “…. e quelli che attraversano dalla Sicilia sud-orientale attraversano direttamente lo Ionio in volo battuto…”. Assenza di citazioni bibliografiche. Allo stato attuale non esistono dati pubblicati a sostegno di tale affermazione. 3) Pag. 78, colonne 1 e 2, righe 46-2: “Concentrazioni di indd. in migrazione post-riproduttiva in siti siciliani risultano poco studiate e relative soprattutto al settore sud-orientale della regione….”. Falso. In Sicilia, osservazioni sistematiche sono state effettuate soltanto sulle isole di Marettimo e Pantelleria (Sicilia occidentale) dove è stato riportato il passaggio di centinaia di individui (Agostini et al. 2001, Agostini et al. 2004b). 4) Pag. 78, colonna 2, righe 21-37: “Note: durante i movimenti post-riproduttivi si contano contingenti cospicui in Sicilia sud-orientale, decisamente superiori a quelli osservati nell'area occidentale (come fa l'autore a dire questo se precedentemente ha affermato, erroneamente, che la migrazione post-riproduttiva di questa specie in Sicilia è stata poco studiata e soprattutto nel settore sud-orientale della regione?) molto probabilmente perché gran parte dei juv.alla prima migrazione segue una rotta istintiva nord-sud passando quindi per la punta estrema sud della Sicilia.” Non esistono dati a sostegno di tale conclusione. Gli unici dati raccolti sistematicamente in quell'area del Mediterraneo centrale (Sicilia sud-orientale e Malta), tra la fine di agosto e la fine di settembre 2002, provengono dall'isola di Malta dove sono stati osservati centinaia di juv. e di adulti, v. Agostini et al. 2003. 5) Pag. 78, colonna 2, righe 40-44: “…..gli adulti e gli immaturi in muta tendono a dirigersi invece verso la Sicilia occidentale e meridionale per attraversare il Canale di Sicilia nell'area di minore ampiezza”.Mancanza di citazioni bibliografiche. Non esistono dati a sostegno di tale affermazione. 6) Pag. 79, colonna 1, righe 13-19: “La componente di età della popolazione svernante (in Sicilia) è in netto favore dei juv. (ca 60-80%, a seconda degli inverni) e pochissime sono le femmine ad. che si osservano, contrariamente a quanto riferito da Agostini & Logozzo (2000)”. Falso. Anche Agostini & Logozzo riportano >60 % di juv. svernanti sull'isola. D'altronde se anche l'autore scrive subito dopo che tra gli adulti, che devono essere tra il 40 ed il 20% a seconda degli inverni, “solo l'1-3% risulta di sesso maschile…” è ovvio che il 19-37% dei falchi di palude svernanti in Sicilia devono essere femmine adulte. Il dato riportato da Agostini & Logozzo è in accordo con questi risultati. Vedi anche Panuccio et al., 2005b. 7) Pag. 79, colonna 1, righe 21-23: “(gran parte degli ad sverna in Africa ed i maschi svernano più a sud delle femmine) (Corso & Iapichino 1998)”. Queste conclusioni non sono suffragate nè da osservazioni personali nè tantomeno da citazioni di riferimenti bibliografici, visto che il lavoro di Corso & Iapichino (1998) non riguarda lo svernamento dei rapaci in Africa, ma in Sicilia negli anni 1990-1997. Riguardo a questo argomento, recenti studi effettuati in Italia e Malta hanno evidenziato che generalmente tra gli adulti, i maschi, superano in numero le femmine durante la migrazione autunnale. Questo risultato, e l'esiguo numero di maschi adulti svernanti in Italia ed Europa centrale (v. per una review Panuccio et al. 2005b), suggerisce che vi sia una segregazione latitudinale dei sessi almeno nelle popolazioni migratrici totali che attraversano il Mediterraneo centrale (Agostini & Logozzo 2000, Agostini et al. 2003, Panuccio et al. 2005b). Albanella minore 1) Pag. 79, colonna 2, righe 14-16: “Migrazione pre-riproduttiva più rilevante rispetto a quella autunnale”. Assenza di citazioni bibliografiche. I primi a rilevare una significativa differenza tra il passaggio primaverile ed autunnale di questa specie attraverso il Mediterraneo centrale sono stati Agostini & Logozzo (1997). Si segnala inoltre il lavoro di Garcìa & Arroyo 1998. 2) Pag. 80, colonna 1, righe 10-11: “A Marettimo, osservate in primavera solo poche decine di individui., …” . Nessuna citazione bibliografica. Questi dati sono stati pubblicati in Agostini & Logozzo 1998 e Agostini 2001. Albanella reale 1) Pag. 80, colonna 2, righe 30-31: “In autunno osservati a Marettimo solo pochissimi individui.”. Assenza di citazioni bibliografiche. Dati su Marettimo pubblicati in Agostini et al. 2000, Agostini et al. 2004b. Albanella pallida 1) pag. 82, colonna 2, righe 6-10, in riferimento a Marettimo: “…, nessun ind. è stato avvistato nella primavera 1998 (Agostini & Logozzo 1998 riferimento non riportato in bibliografia) e solo singoli animali vi sono stati segnalati in anni successivi (Agostini, comunicazione personale).” Agostini non ha autorizzato l'autore a menzionare questo dato come comunicazione personale. Inoltre il dato è stato pubblicato ben 4 anni fa in Agostini 2001. Poiana 1) A pag 85, colonna 1, righe 30-32 l'autore scrive che: “Mancano dati sulla migrazione autunnale ; quelli disponibili sono poco significativi”. Tuttavia poco dopo, senza fornire alcuna fonte bibliografica, riporta: “….l'osservazione regolare in un'area agricola rurale e boschiva della Sicilia occidentale (provincia di Trapani) di assembramenti di 10-30 indd. dalla II decade di agosto fino a fine ottobre-novembre, con punte massime di 200-300 indd. ……. Questi probabilmente si concentrano in questa zona prima di disperdersi nella regione.”. Come fa l'autore ad escludere che questi rapaci attraversino il Canale di Sicilia se prima scrive che mancano dati sulla migrazione autunnale? Solo un recente lavoro di Agostini et al. (2005) effettuato sull'isola di Marettimo tra la metà di settembre e la fine di ottobre ha evidenziato che pochissime poiane intraprendono la traversata del Canale di Sicilia in autunno. La conclusione di Corso è da ritenersi, ancora una volta, basata sul nulla. 2) In riferimento a Buteo buteo vulpinus, pag. 85, colonna 2, righe 41-43: “Avvistamenti di pochi individui si hanno a Marettimo, sia in migrazione autunnale che primaverile”. Assenza di riferimenti bibliografici. Gli unici lavori pubblicati a cui si poteva fare riferimento sono Agostini & Logozzo 1998, Agostini 2001, Agostini et al. 2000, 2004b. 3) Pag. 85-86, colonne 2-1, righe 46-10: “Note: I: a Cap Bon, Tunisia, osservate sino a 360 B. b. buteo/vulpinus, gran parte delle quali in effetti proprio della ssp. Vulpinus (Kisling et alii, 1994). Come si può notare i contingenti censiti in migrazione verso il Canale di Sicilia sono vistosamente superiori a quelli contati a Messina; è infatti molto probabile che gran parte degli animali che lascia Cap Bon si disperda in tutta la Sicilia (e Mediterraneo centro-orientale) usando poi altre “vie di uscita” oltre lo stretto di Messina.”. Tale conclusione è in netto contrasto con le strategie di volo utilizzate dalla poiana durante la migrazione. Questa specie, infatti, tende ad evitare lunghe traversate sul mare concentrandosi sugli stretti (Kerlinger 1989). Precedenti studi effettuati sul promontorio di Cap Bon hanno invece evidenziato come il sito non sia adatto ad effettuare conteggi dei rapaci migranti. Spesso, infatti, essi esitano difronte al Canale di Sicilia transitando più volte sul promontorio, anche per più giorni, rendendo dunque impossibile evitare riconteggi. I numeri cospicui di poiane ed altri rapaci sono probabilmente stati causati da riconteggi come suggerito da Agostini et al. 1994, Agostini e Duchi 1994, Agostini 2001, 2002, 2005. Aquila minore 1) Pag. 89, colonna 1, righe 9-11: “Più frequente durante l'autunno nella Sicilia occidentale, in particolare a Marettimo”. Assenza di citazioni bibliografiche, Agostini et al. 2000, 2004c, Premuda & Baghino 2004. 2) Pag. 90, colonna 1, righe 19-31: “Note: la grande maggioranza degli indd. osservati in inverno sono al I° anno (piumaggio di juv.); si conoscono solo alcuni ad. probabilmente di ritorno al sito di svernamento in anni consecutivi. Il nucleo dell'inverno 2004-2005 risulta del tutto eccezionale a livello europeo e si deve far risalire ad un inspiegabile evento di movimento di massa di 1000 + indd. dalla Spagna verso l'Italia nell'autunno 2004. Praticamente tutti gli animali erano juv.”. Totale assenza di riferimenti bibliografici. Chi ha raccolto questi dati in Spagna ed Italia? Sono stati pubblicati? Inoltre, visti i precedenti, sono corretti? Conclusioni Se l'autore vuole effettuare un serio studio ornitologico riguardante le strategie di migrazione dei rapaci, basandosi sull'applicazione del metodo scientifico, gli consigliamo vivamente di effettuare osservazioni sistematiche, senza appropriarsi di dati di altri ornitologi, e di riportare suoi dati reali e verificabili. Non meno importante, di studiare molto attentamente la bibliografia esistente, citando i dati degli altri autori pubblicati nella letteratura scientifica e all'occorrenza di riportare anche osservazioni personali altrui, ma solo dopo avere avuto ovviamente l'autorizzazione. Per quel che riguarda i danni da noi subiti dalla pubblicazione del suo libro “Avifauna di Sicilia”, ci riserviamo di tutelare i nostri diritti. Richiederemo al più presto una revisione del testo con le modifiche da noi riportate. Se altri ornitologi, danneggiati allo stesso modo, vogliono anche essi tutelarsi, ci scrivano al più presto.
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